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Le start up della ristorazione: il web e il mondo del Food in un rapporto sempre più stretto.

Le start up della ristorazione si stanno ormai imponendo sul mercato in maniera sempre maggiore. 

Volendo sintetizzare, una start up è un’impresa digitale che può essere creata per qualunque settore.

Giustamente un ristoratore blasonato e di vecchio stampo potrebbe dire: “Ma cosa può c’entrare un’impresa digitale con qualcosa che preparo ogni sera con le mie mani?”

Certo, fortunatamente il cibo non è ancora stato sostituito da qualche ologramma digitale che proietta nel piatto una bistecca o un piatto di pasta, ma certamente non si può pensare che per la vendita e l’acquisto, il web non sia diventato indispensabile.

Come tutti sappiamo, il 2020 ha ribaltato molte delle nostre convinzioni e in questo momento, la rete rappresenta forse l’unico vero alleato attraverso il quale si possa fronteggiare una crisi economica, conseguenza diretta di un disastro sanitario con cui purtroppo stiamo facendo i conti.

In questo lungo periodo, la rete non si è solamente dimostrata una risorsa utile alla vendita e all’acquisto, ma soprattutto una fonte inesauribile di creatività: Sono tantissime infatti le start up che sono nate recentemente e che riescono non solo a mantenere a galla le imprese, ma anche a raggiungere nuovi traguardi.

Sono nate così alcune applicazioni come “My Foody” un sistema nato all’inizio di quest’anno che si pone come obiettivo principale la lotta allo spreco alimentare. MyFoody è un’app completamente gratuita, che consente ai diversi utenti iscritti (in aumento esponenziale ogni giorno di più) di individuare quali alimenti siano prossimi alla scadenza e quindi scartati. Questi prodotti vengono riproposti nel supermercato ad un prezzo molto più basso del normale, e questo consente a chi ha meno possibilità sia di spendere meno quando fa la spesa, sia di evitare lo spreco del cibo.

Avete presente quelle verdure che spesso non saltano all’occhio? Quei frutti un po’ bruttini che non risaltano sul banco e che a qualcuno danno anche tristezza? Bene, questi prodotti nella maggior parte dei casi rimangono invenduti, e quindi destinati al cestino.

Gli stessi inventori di “My Foody” hanno deciso di creare “Babaco”, un’app che sta spopolando tra i vegetariani e soprattutto tra i vegani, e che si pone anch’essa l’obiettivo di limitare gli sprechi alimentari. Il sistema è più o meno lo stesso, anche se orientato esclusivamente ai prodotti vegetali. 

Queste sono solo alcune delle applicazioni che si sono create in questo momento di grande incertezza.

Il numero di funzioni che permettono di ricevere il cibo direttamente sulla porta di casa con un click sono in costante aumento, ma ci sono alcune start up che aiutano le imprese e più in generale gli esercizi commerciali a fronteggiare la crisi, come “Riparto da casa”,  un portale attraverso cui le attività commerciali possono caricare foto, video e descrizioni del loro prodotto, riuscendo così a lanciarlo sul mercato attraverso offerte vantaggiose.

È vero, viviamo un momento di grande caos, sembra quasi che non si possa uscire da questa melma di cui tutti ormai ci siamo rotti le scatole, ma proviamo a pensare alla fortuna che abbiamo: Molti anni fa sarebbe stato impensabile parlare di cibo su internet, creare piattaforme di scambio, di vendita e di acquisto.

Sarebbe stato impossibile, solo per fare un esempio, sfruttare un’applicazione che attraverso un click ti possa fare arrivare a casa il cibo tipico di una regione, oppure permetterti di risparmiare sui prodotti.

Oggi, la tecnologia è un canale importante che rende possibile quello che qualche tempo fa non era pensabile. Al di là delle differenze che ci possono essere tra una generazione e l’altra, tra giovani e meno giovani, non accomuna tutti quanti la felicità e la soddisfazione che si possono provare quando si crea qualcosa di nuovo tutti i giorni?

Non ti resta altro da fare, se non provare a creare qualcosa che sia frutto solamente della tua autenticità.

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